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Il Piano operativo di sicurezza per il lavoratore autonomo

Piano operativo di sicurezza lavoratore autonomo

Indice


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Chi è il lavoratore autonomo

Imprese individuali o lavoratori autonomi

Prima di tutto voglio fare una precisazione, quelli che normalmente vengono definiti lavoratori autonomi o artigiani (altra definizione impropria) sono imprese individuali senza lavoratori.

Sulla visura camerale di questi soggetti c'è scritto impresa individuale.

Da dove viene il termine lavoratori autonomi ?

Senza voler fare l'intera storia del termine e della sua comparsa nella normativa sulla sicurezza, per capire come mai le ditte individuali vengano chiamati "lavoratori autonomi" dobbiamo leggere l'art. 21 del T.U. che riporta "Disposizioni relative ai componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del Codice civile e ai lavoratori autonomi", e dove possiamo leggere ...i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell'articolo 2222 del codice civile .... nel codice civile, l'art. 2222, tratta del contratto d'opera e precisamente riporta:

Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.

Di seguito in questo articolo utilizzerò indifferentemente i termini lavoratore autonomo, impresa individuale o artigiano come sinonimo di "impresa individuale senza lavoratori".

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Quando non c'è il datore di lavoro

Indipendentemente come vogliamo chiamare questi soggetti, imprese individuali senza lavoratori, lavoratori autonomi o artigiani, la caratteristica principale e fondamentale è che in questo tipo di figura non esiste il datore di lavoro.

Il datore di lavoro è il soggetto che detiene il rapporto con il lavoratore. Nel caso di imprese individuali senza lavoratori questa figura non esiste.

I lavoratori però non sono soltanto i soggetti che percepiscono uno stipendio dall'impresa, ma il concetto di lavoratore è molto più ampio e comprende in pratica qualsiasi soggetto intervenga nelle lavorazioni per conto di un altro, con un vincolo di subordinazione rispetto a questo, indipendentemente dalla forma contrattuale applicata, è necessario pertanto fare molta attenzione su questo argomento.

Inoltre il lavoratore autonomo secondo l'art. 2222 del codice civile, si impegna ad eseguire l'opera prevalentemente con lavoro proprio.

Pertanto in caso in cui il l'artigiano collabori con altri soggetti o addirittura subappalti il lavoro il contratto d'opera non è valido.

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Perché il lavoratore autonomo non dove redigere il POS ?

Il motivo per cui le imprese che non hanno lavoratori non debbono redigere il POS è semplice e abbastanza palese,

La redazione del POS è un obbligo del datore di lavoro, dal momento che per l'impresa individuale senza lavoratori questa figura non esiste, nessuno vi è tenuto ad adempiervi.

Questo perché il datore di lavoro redigendo questo documento fa una valutazione dei rischi connessi alle lavorazioni da svolgere, in quanto soggetto responsabile deve informare il personale che dovrà svolgere quel lavoro, dei rischi connessi al lavoro stesso.

Il fatto che il datore di lavoro conosca i rischi connessi alle attività della sua azienda viene data dalla norma come verità inconfutabile ed imprescindibile, è dato di fatto fulcro della norma come il mistero della trinità per la fede cristiana.

Pertanto chiedere il POS ad un soggetto che di fatto non ha lavoratori equivale a chiedergli di spiegare a se stesso quali rischi corre nello svolgere l'attività che gli viene affidata, la cosa è abbastanza paradossale, nonostante questo però, vuoi per evitare qualsiasi tipo di contestazione, vuoi per coordinare meglio le interferenze, vuoi per quello che ti pare, sempre più spesso il POS viene richiesto anche alle imprese individuali senza lavoratori.

piano operativo di sicurezza artigiano
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Ma se il committente o il tecnico mi chiedono il POS ?

Quindi, se sei un artigiano il POS potrebbe esserti richiesto anche se impropriamente da due tipologie di sogggetti:

  • il committente
  • il tecnico che si occupa di sicurezza del cantiere

Nel primo caso se la richiesta è esplicitata nel contratto chiaramente questo diventa un accordo tra le parti e e se non è previsto un compenso o che il compenso per la redazione del documento sia compreso nell'importo dei lavori il POS va redatto senza ulteriori costi per il committente.

Se te lo chiede il CSE (coordinatore sicurezza in fase di esecuzione) tu lo DEVI REDIGERE

Anche se la verità è che potresti e dovresti opporti alla richiesta illegittima del tecnico, questo potrebbe addurre una serie di motivazioni a giustificazione della sua richiesta e la tua legittima obiezione darebbe il via ad un inutile guerra di carta.

Infatti tutte le imprese hanno l'obbligo di attenersi a quanto disposto dal coordinatore per la sicurezza, che tu sia impresa familiare, individuale, subappaltatore, lavoratore autonomo o qualsiasi altra cosa vuoi definirti, devi attenerti alle sue indicazioni.

In ogni caso, è meglio se ti fai mettere per iscritto ogni prescrizione per evitare qualsiasi tipo di problema in futuro.

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Disposizione del CSE non obbligo di legge.

Come già detto capita sempre più spesso che anche ad imprese senza lavoratori o lavoratori autonomi venga richiesto di redigere il piano operativo di sicurezza prima di iniziare i lavori in cantiere.

Come comportarsi allora ?

Visto che la legge non "impone" di farlo, ma viene richiesto, allora puoi fartelo pagare. Quindi prendi la comunicazione scritta del CSE, vai dal committente e gli spieghi che puoi fare il POS se è disposto a pagartelo.

Infatti non essendo un obbligo di legge, ma un ordine di servizio del coordinatore, non è più un onere della sicurezza, ma diventa un costo.

Qual'è la differenza ? Gli oneri per la sicurezza sono quelle spese che l'impresa deve sostenere per proteggere i lavoratori da rischi dovuti alle lavorazioni che l'impresa stessa svolge, tra queste spese rientrano quindi spese tecniche per la redazione dei documenti necessari, la formazione, acquisto e mantenimento dei DPI, ecc...

I costi per la sicurezza invece sono quei costi che l'impresa o il committente devono sostenere per proteggere i lavoratori dai rischi non connessi direttamente alla lavorazione che il lavoratore deve svolgere, nonchè il costo di tutte quelle misure ritenute utili dal CSE per la protezione dei lavoratori (es. delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti; degli apprestamenti previsti nel PSC; delle misure di coordinamento relative all'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva).

piano operativo di sicurezza impresa individuale
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Lo so non è ancora molto chiaro, ma si inizia ad intravedere la differenza, facciamo un esempio.
L'esempio più classico è quello dell'eletticista che passa i cavi in un cantiere dove si fanno demolizioni, o i lavoratori di impresa che stanno eseguendo le tracce.

Abbiamo quindi il lavoratore dell'impresa che deve passare i cavi nello stesso locale o in quello adiacente a quello in cui, un altro lavoratore di un altra impresa sta svolgendo lavorazioni di demolizione.

Entrambi i lavoratori dovranno indossare DPI per la protezione dell'udito, ma mentre il rumore è un rischio valutato nella lavorazione di demolizione, non lo è nelle lavorazione che effettua l'elettricista, almeno in quella fase.

Le cuffie (o altri dispositivi di protezione utilizzati) del lavoratore che effettua le demolizioni sono un onere della sicurezza e fanno parte integrante della lavorazione.

Le cuffie (o altri dispositivi di protezione utilizzati) dell'elettricista sono un costo della sicurezza e sono necessari solo in quanto quella fase è stata prevista durante lo svolgimento dell'altra.

Nel primo caso l'onere è a carico del datore di lavoro dell'impresa, nel secondo caso il costo è a carico del committente e deve essere pagato all'impresa.

Si hai capito bene, le cuffie all'elettricista le deve pagare il committente (almeno nel nostro esempio), anche il POS redatto dall'artigiano deve essere pagato dal committente, pertanto, nel caso tu sia un lavoratore autonomo e tale documento di venga richiesto dal CSE per entrare in cantiere, puoi tranquillamente dire al Coordinatore di mettere tale richiesta per iscritto e che addebiterai il POS al committente. Torna su ↑

Redigere il Piano Operativo di Sicurezza per imprese individuali

Tuttavia se non vuoi iniziare una diatriba a chi ha il POS più grosso con il CSE e cerchi un modo semplice e veloce per compilarlo puoi farlo su questo sito, in poco più di un quarto d'ora avrai un documento conforme alla normativa e senza costi.

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data ultima modifica: 07/03/2018


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